In piazza a Varese

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Un gazebo un po’ retrò, di quelli che si vedevano negli anni ’70, quando per condividere le proprie idee, la propria fede (di qualsiasi genere e in qualsiasi cosa) ci si ritagliava uno spazio nella piazza del paese, e ci si fermava a chiacchierare con la gente…

I tempi sono cambiati, i ritmi non sono gli stessi ed oggi pensare di intrattenere conversazioni in questo modo può sembrare una utopia: difficilmente le persone hanno tempo, se sono in giro è perché vanno da qualche parte, a fare la spesa, a lavoro, al cinema, a trovare un amico, un cliente, un collega…

E se anche non avessero una meta ben precisa, una cosa è certa: di sicuro non hanno voglia di sentirsi raccontare “storie”.
Siamo bombardati da idee, parole, concetti, teorie e questo avviene già da decenni, a tutto questo, negli ultimi anni si è aggiunta la convinzione, non biasimabile, che dietro ogni “abbordaggio” ci sia il malcelato desiderio di venderci qualcosa.

Quindi, perché un gazebo in pieno centro a Varese?

Semplicemente perché credo ancora che valga la pena condividere dei valori.
Valori che non derivano da una religione, come si vorrebbe far credere, ma da una relazione non esclusiva col Creatore del tutto, col quale abbiamo perso i contatti ma ciò non lo rende meno interessato a noi.
E così ci si ritrova in piazza, senza effetti speciali, senza una “merce” da vendere, senza l’ossessione di dover convincere nessuno di niente ma col semplice desiderio di condividere, anche solo attraverso un gesto gentile, un saluto, un palloncino regalato ad un bimbo ed una stretta di mano al suo papà.
Semplicemente perché siamo esseri umani, riappacificati con un Padre che da 2000 anni ha aperto le porte di casa a tutti ma che spesso, troppo spesso, non si crede sia vero.

Author: admin

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